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Monte Pora e Dolomiti d'Ampezzo
Monte Pora e Dolomiti d'Ampezzo - lifeintravel.it
Partenza/Arrivo
Le Grazie
Luogo
Veneto
Stagione
Primavera, Estate, Autunno
Durata
Fuggitivo (1 giorno)
Lunghezza
34 km
Percorso
Ad anello
Dislivello
1001 - 2000 m
Difficoltà
Micro avventura
Tipo di fondo
MTB (fuori strada)
Asfalto
33%
Sterrato
44%
Single Trail
23%
Valutazione
Difficoltà
4/5
Panorama
5/5
Bici consigliata
MTB
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Pedalata tra Petra, il Wadi Rhum e il mar Morto

C’è un momento preciso dell’anno in cui le Dolomiti smettono di essere lo sfondo da cartolina di migliaia di turisti frettolosi e tornano alla loro essenza più pura: montagne aspre, silenziose, monumentali. Questo momento coincide solitamente con i periodi di bassa stagione – la tarda primavera prima dell'apertura degli impianti o l’autunno inoltrato –, quando i passi automobilistici si svuotano, la ressa sui sentieri svanisce e l'aria si fa tersa.

monte pora mtb

In MTB tra Agordino e Ampezzano: l’anello del Monte Pore e rifugio Fedare

È in questa cornice di totale solitudine che abbiamo deciso di affrontare un itinerario spettacolare in mountain bike, un anello a cavallo tra l’Agordino e la conca Ampezzana, che si sviluppa ai piedi di giganti come il Civetta, la Marmolada, l'Averau e il Nuvolau, girando intorno alla dorsale panoramica del Monte Pore.

Un tracciato esigente ma incredibilmente remunerativo, perfetto da pianificare per il vostro prossimo weekend su due ruote.

04 monte pora mtb

Il punto di partenza: da Alleghe a Caprile lungo il Cordevole

Il nostro viaggio comincia da Le Grazie, una frazione tranquilla situata poco a nord del celebre lago di Alleghe. Soggiornare qui permette di evitare la confusione del centro principale, mantenendo però un accesso strategico a tutta la valle del Cordevole.

I primi chilometri servono a scaldare la gamba. Saliti in sella, imbocchiamo la comoda e pianeggiante pista ciclabile che costeggia il torrente Cordevole e conduce rapidamente a Caprile. Questo tratto di fondovalle è un piccolo polmone verde, utile per trovare il ritmo di pedalata prima che le pendenze si facciano serie.

Caprile, storicamente un importante snodo di comunicazione ai piedi della Marmolada e del massiccio del Civetta, rappresenta il vero e proprio "cancello d'ingresso" verso i passi dolomitici.

11 monte pora mtb

La salita verso Selva di Cadore e la deviazione nel bosco

Prima di entrare nell'abitato di Caprile, l'orizzonte si stringe e la strada comincia a salire. Imbocchiamo la strada provinciale in direzione Selva di Cadore. In questo periodo dell'anno, pedalare sull'asfalto non è un supplizio: la quasi totale assenza di auto e moto trasforma la carreggiata in una lunghissima pista ciclabile riservata.

Mano a mano che si guadagna quota con pendenze costanti, la vista inizia ad aprirsi sulla Val Fiorentina e sulle cime circostanti. Superato il piccolo e caratteristico borgo di Selva di Cadore, il tracciato abbandona le rotte del turismo tradizionale. Invece di proseguire lungo i famigerati e trafficati tornanti stradali che salgono al Passo Giau, deviamo su una strada forestale che si addentra nel bosco.

03 monte pora mtb

Il fondo compatto ma sterrato offre un ottimo grip. Pedalare all'ombra delle conifere, avvolti dal profumo di resina e dal silenzio interrotto solo dallo scricchiolio dei copertoni sui sassolini, è il vero inizio dell'avventura off-road. La forestale risale in modo divertente, alternando rampe più decise a tratti in cui rifiatare in discesa, facendoci dimenticare rapidamente la fatica.

Il sentiero di Frena e il "portage" verso il rifugio Fedare

Raggiunta la fine della forestale, un breve e rapido tratto di asfalto in discesa ci permette di ricollegarci temporaneamente alla viabilità principale, ma è solo un attimo. Ci troviamo in località Conesel e prima di raggiungere Frena, un nucleo di baite tradizionali, si lascia l'asfalto seguendo sulla sinistra il sentiero da cui parte uno dei segmenti più tecnici ed emozionanti del giro: il sentiero che taglia i pendii in direzione del Rifugio Fedare.

monte pora mtb

Il primo tratto del sentiero è puro divertimento per gli amanti della guida pulita: un single track dal fondo prevalentemente naturale, con piccole radici e sassi che richiedono una buona scelta della traiettoria. Tuttavia, la montagna sa come esigere il suo tributo.

All'improvviso, la pendenza si impenna e il sentiero si trasforma in una breve scalinata di legno e roccia. Qui non ci sono storie: bisogna scendere di sella, caricarsi la bici in spalla (o spingerla con energia) e affrontare un breve tratto di portage. Superato l'ostacolo, il sentiero concede una tregua e si trasforma nuovamente in una discesa scorrevole che ci scodella sulla strada provinciale del Giau, a breve distanza dalle falde dei colossi rocciosi.

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Verso il GPM: tra Averau, Nuvolau e le rampe del Pore

Puntiamo le ruote verso l'alto, pedalando sulla provinciale per l'ultimo sforzo stradale verso il Rifugio Fedare. Davanti a noi, lo scenario diventa maestoso: le pareti verticali dell'Averau e del Nuvolau dominano il paesaggio con la loro inconfondibile sagoma squadrata.

Oltrepassata una galleria paravalanghe, arriviamo al rifugio. In questo periodo di transizione stagionale la struttura è rigorosamente chiusa, priva dei tavoli esterni e del viavai di sciatori o escursionisti; una sosta sui gradini di legno è d'obbligo per consumare una barretta e ammirare la vastità del panorama circostante in totale solitudine.

monte pora mtb

Dal Fedare comincia la vera sfida della giornata. Svoltiamo bruscamente verso ovest, abbandonando definitivamente l'asfalto per imboccare la sterrata che risale i fianchi del Monte Pore. Di fronte a noi, in alto, si vede il rifugio Averau, meta di un anello di due giorni attorno a Tofane e 5 Torri da Cortina fatto qualche stagione fa.

Le ultime rampe che portano in cresta sono memorabili: il fondo stradale si fa più smosso, costringendo a cercare la massima trazione sulla ruota posteriore, e le pendenze toccano percentuali in doppia cifra che mettono a dura prova i muscoli e i rapporti più agili della trasmissione.

monte pora mtb

Arrivati in cima alla sella, lo sforzo viene ripagato da uno spettacolo unico al mondo. Anche se le nuvole basse giocano a nascondere e rivelare le cime, lo sguardo spazia a 360 gradi. Da un lato si stagliano le Dolomiti Ampezzane, con il profilo inconfondibile delle Tofane e le sagome più lontane del parco di Fanes, Sennes e Braies in Alto Adige. Ruotando la testa verso ovest, l'imponente ghiacciaio della Marmolada e il massiccio del Piz Boé svettano tra le nebbie, regalando un'atmosfera wild e quasi mistica.

monte pora mtb

La discesa finale: single track, il Col de Larcionei e Colle Santa Lucia

Riposte le mantelline e abbassati i reggisella telescopici, inizia la lunghissima discesa che ci riporterà a valle. La prima sezione, subito sotto la sella del Pore, è stretta, tecnica e richiede attenzione: ci sono canali di scolo, sassi smossi e curve strette che mettono alla prova la forcella.

monte pora mtb

Ben presto, però, la traccia si allarga e il fondo migliora nettamente. La guida diventa fluida e veloce, un vero e proprio "flow" montano che permette di far correre la bici aggirando i morbidi pendii erbosi del Monte Pore, fino a raggiungere la splendida sella del Col de Larcionei. Da qui, una brevissima contropendenza (una piccola risalita di pochi metri di dislivello) non rovina affatto il ritmo, ma serve a guadagnare l'imbocco dell'ultimo, entusiasmante settore.

Passando per lo storico e panoramico borgo di Colle Santa Lucia, abbarbicato su uno sperone roccioso da cui si gode una vista impareggiabile sul Civetta, intercettiamo una picchiata finale interamente sterrata. È una discesa veloce, divertente e sicura che, in men che non si dica, ci riporta direttamente a Caprile, chiudendo perfettamente l'anello.

Conclusioni: perché fare questo giro?

Questo anello ai piedi dei "Monti Pallidi" è la quintessenza della mountain bike di montagna: unisce salite regolari su asfalto, isolate forestali nel bosco, sezioni tecniche dove saper gestire la bici e panorami che tolgono il fiato.

Il mio consiglio? Fai uno screenshot alla scheda tecnica, scarica la traccia e salva questo itinerario tra i tuoi preferiti. Le Dolomiti ti aspettano per essere vissute un colpo di pedale alla volta.

Ultima modifica: 20 Maggio 2026
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Leo

Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!

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Allora complimenti a Roby e Susanna!!! Itinerario consigliatissimo!!!! 
Se non ti fidi di quella presente qui perché è un po' datata, la cosa migliore è sempre quella di ...
In questo caso tutto il merito va a Roby "sangioss" e Susanna che hanno pedalato e condiviso questo itinerario con ...

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